DAVIDE PREZZO: L’INTERVISTA

22.11.2018

Qualche domanda rivolta a Davide prezzo, il cantautore che ha esordito qualche settimana fa in oltre 200 radio con il suo singolo UN PIRATA, il quale anticipa il suo primo album dal titolo DA CHE PARTE STAI. Abbiamo avuto modo di ascoltare più volte, il singolo, tutt'ora in rotazione, intuendo fin da subito, quanto il linguaggio di Davide sia innovativo, strutturato su una cadenza armonica multicolore, che prende le distanza dalla piattezza musicale spesso dominante, nell'intento di acquisire una fisionomia personale e originale.

1)Tale fisionomia prende forma dalla capacità di mescolare tra di loro melodie e suoni appartenenti a stili diversi, tuttavia non è forse il cantautorato italiano, in "UN PIRATA", il genere che meglio rappresenta la canzone?

Risulta difficile incasellare questo brano in un genere ben preciso, sicuramente c'è una forte ispirazione alla canzone d'autore italiana per quanto riguarda la stesura del testo; per quanto riguarda la musica invece è evidente l'ispirazione blues, specialmente nel riff di chitarra iniziale e nelle armonie in generale. Non solo blues, anche un po' di rock, espresso dalle chitarre elettriche e dalla batteria. Come si può capire, anche in altri brani del disco, mi piace mescolare vari stili musicali cercando di non perdere la mia identità e cercando sempre di fare emergere le parole.

2)A discapito del tentativo di definire un genere e uno stile, la creatività, non solo nel linguaggio, ma nella tematica stessa del brano, appare molto disinvolta...ritieni che il messaggio di UN PIRATA, possa essere condiviso da chi ha questa necessità di evadere?

Penso che sia un messaggio condivisibile da chi cerca di distinguersi e sfuggire dai pregiudizi che gli vengono affibbiati. La ricerca e l'affermazione della propria libertà sono le parole chiave della vita di questo pirata.

3)Questa evasione di cui parli poi...può essere davvero messa in atto in un sistema sociale come il nostro? O risulta soltanto una velleità di chi, per distinguersi, per qualche strano motivo rifugge da ciò che lo circonda?

Assolutamente si, può essere messa in atto; penso che per sfuggire dall'omologazione del pensiero della società moderna ci sia bisogno di pirati come questo. La musica è una delle vie, ma non la sola chiaramente, evadere non per forza vuol dire scappare, ma può voler dire affermare la propria identità in un modo non convenzionale. Questo pirata non scappa, ma affronta la società, si scontra con essa attraverso la sua arte e l'affermazione della sua libertà.

4)Abbiamo ricordato quanto la canzone d'autore riviva in questo brano con cui ti presenti alle radio, ma in generale nel tuo album di debutto...tuttavia la tua è una formazione che passa anche attraverso il jazz, che hai studiato al conservatorio...quanto è utile per chi fa musica oggi, una base come il jazz?

Sicuramente lo studio della musica aiuta, ma è solo un punto di partenza, bisogna avere la capacità di esprimersi anche uscendo dagli ambienti accademici "protetti"; il rischio per molti è quello di vedere nelle scuole di musica la verità assoluta che porta a non sviluppare la propria creatività. Detto questo, penso che a me sia stato utile lo studio al conservatorio, ma appunto come base su cui costruirmi.

5)Visto il riscontro positivo di UN PIRATA, c'è l'idea di proseguire questa avventura radiofonica con un nuovo singolo...?

Vedremo, la voglia adesso è quella di fare live e incontrare il pubblico di persona. Aspetto notizie dalle radio!!