Intervista a Luca Boskovic Bonini

11.06.2019

Luca Boskovic Bonini, cantautore nato a Vicenza nel 1970, si è reso disponibile per una breve intervista, in occasione del lancio del suo nuovo album, dal titolo 'Victus amor¿'.

Queste le domande che gli sono state rivolte.

Quali sono le tue origini artistiche?

"La musica è entrata nella mia vita all'età di 6 anni circa. Ho alcuni vivi ricordi di quando mio padre, amante della classica, passava ore ed ore ad ascoltare grandi compositori quali Bach, Vivaldi, Beethoven e Mozart. Questa è stata la mia prima formazione.

Verso i 12 anni ho poi iniziato ad approcciarmi alla musica popolare e rock, attraverso una ricerca personale dettata dalle influenze del tempo e dagli ascolti tra amici. Sicuramente chi più di tutti mi ha aperto la mente, innescando il desiderio e la voglia di fare musica, sono stati i Beatles."

Quanto è importante per un artista raggiungere una propria identità?

"È molto importante ma non deve essere un processo costruito a tavolino, deve invece avviene naturalmente.

La cosa fondamentale è essere genuini, comporre e scrivere musica per passione, sentire una spinta interiore che ci fa portare le nostre emozioni in un testo o in una musica. Se è questo imprescindibile fine che muove l'agire, ecco che si trovano anche una propria identità ed originalità. Solo così si possono creare buone cose ma naturalmente ci vuole anche un pizzico di talento."

Quali sono stati i tuoi punti di riferimento musicali?

"I principali riferimenti arrivano dai classici del pop/rock degli anni '60 e '70 ma anche '80.

Oltre ai già citati Beatles, determinanti nella mia formazione, poiché mi hanno influenzato ed hanno anche influito sulla mia voglia di fare musica, sono state band storiche come Pink Floyd, Deep Purple, Blue Oyster Cult e Nick Drake..."

Cos'è la musica per te?

"Per me la musica è desiderio e bisogno di elaborare le emozioni personali, traducendole in melodia. La musica è libera da chiavi interpretative oggettive, perciò ogni persona vi si può riconoscere e liberare la propria emozionalità."

Cosa provi quando canti?

"Per me è una vera terapia per la mente. Quando canto stacco la spina da tutto, soprattutto da problemi e pensieri negativi, non esiste e non conta altro che essere su un palco a trasmettere e ricevere emozioni. Un'isola felice dove il tempo si ferma e tutto il presente è qui."

Quanto conta per te il testo di una canzone rispetto alla musica?

"Il testo è importante ma per me la melodia arriva prima di qualunque altra forma artistica. Il testo richiede concentrazione ed impegno cerebrale, mentre la musica arriva da sé, che la tua mente sia disponibile oppure no e ti colpisce dentro, è una vera e propria terapia.

Io prediligo quindi la composizione rispetto alla scrittura dei testi, quello è il mio ambiente naturale. Poi il recepirla ed amarla dipendono da che tipo di ascoltatore si è e da quale formazione musicale si possiede."

Tra le tue esperienze artistiche, quali ricordi con maggiore soddisfazione?

"Le esperienze e soddisfazioni più significative sono state i concerti e le registrazioni in studio. In entrambe questi luoghi mi sento davvero a casa."

Qual è stata la reazione di familiari ed amici quando hai detto loro di voler intraprendere la strada dell'artista?

"Chi intraprende questa strada a volte viene visto come una persona che cerca una via facile ma non è così. Capita che familiari ed amici purtroppo diano questi feedback.

Io mi sono comunque messo in gioco perché amo quello che faccio ed amo la musica. Sono sempre stato onesto, in primis con me stesso ed ho fatto tanta sana gavetta. Spero sempre di avere un pubblico che abbia la sensibilità di capire che ciò che produco, nel bene e nel male, è vero e non costruito a tavolino."

Parlaci del progetto musicale attuale, che ti vede protagonista sulle scene.

"Questo è un progetto importante, che porta con sé molto vissuto, un progetto di transizione musicale ma anche umana.

È una piccola opera rock che gravita attorno all'amore nel suo declinare di conquista e perdita ciclica, nei percorsi dello spazio e del tempo. I brani si susseguono come un piccolo dipinto di eventi tra due anime affini che si cercano, si trovano e si perdono nel corso di più vite. Io credo nella reincarnazione e l'opera affronta anche questa tematica.

Qualche pezzo è datato mentre altri sono scritture recenti. Per la realizzazione dei testi ho lavorato con il mio partner musicale Marco Pivato. Sui contenuti avevo dei concetti di base che gli ho illustrato e volevo sviluppare ma ho lasciato molta libertà nella scrittura finale. Io consegnavo la musica di un brano a Marco e lui ci 'cuciva sopra' il testo. La cosa impressionante è che quando leggevo i suoi testi, trovavo parecchio del mio vissuto.

Musicalmente è un album di transizione dalla produzione di brani pop/rock di facile melodia e veloci all'ascolto ad una musica più dilatata ed orchestrale, più emozionale ed importante.

Ho voluto arricchire certi pezzi con una sezione di fiati ed è stata un'idea vincente, poiché i brani sono stati molto valorizzati.

Il lavoro di studio è stato lungo, intenso e ricco di soddisfazioni. Abbiamo lavorato con musicisti di grande livello, che hanno elevato molto le canzoni. Gli arrangiamenti sono stati curati da me e Marco, mentre Andrea Rigoni, il fonico dello studio, è stato fondamentale nell'unire idee e ricerca del sound, per ottenere il risultato voluto.

Un ottimo lavoro di squadra ed un risultato eccellente."

Hai un particolare progetto che vorresti realizzare nel futuro?

"Auspico grande visibilità ed ascolto per questo album. Feedback positivi mi permetterebbero di proseguire innanzitutto i live e magari un tour, per diffondere il più possibile la mia musica. Certamente la mia collaborazione con Marco non finisce qui, poiché abbiamo parecchie idee da sviluppare e ci daremo dentro come sempre!"

Quindi non rimane che ascoltare questa vera e propria opera d'arte musicale.