L’EX CANTANTE DEI TOTO IN CONCERTO A GRIZZANA MORANDI!!!

03.09.2018

Sabato 31 Agosto, si è tenuta nei pressi di Bologna un' importante rassegna di musica con protagonista niente meno che l'ex cantate dei Toto, Jean Michel Byron.

Organizzatori della serata il cantautore e musicista gedrizz (Goldfried Salvi) e Dj Greenthumb (Stefano Betti), fondatori di HAPPY HEADS EVENTI, organizzazione culturale ideata con l'obbiettivo di promuovere non solo la musica, ma anche il territorio cercando di valorizzare tutti quei luoghi caratteristi che sono espressione della nostra identità culturale. Non a caso, questo sabato, un luogo unico al mondo qual è la Rocchetta Mattei, situata nel comune di Grizzana Morandi, in provincia di Bologna, ha ospitato l'ex voce dei Toto dei primi anni '90, ovvero il grande Jean Michel Byron che non solo ha proposto alcuni pezzi storici della band, ma si è anche prestato ad interpretare alcuni brani divenuti pietre miliari della storia della musica.

A far da spalla ad una voce di richiamo internazionale con una lunga carriera, prima con i Toto e ora da solista, una schiera di artisti tutti diversi uno dall'altro, ma accomunati da originalità e uno spiccato senso per la musica di qualità.

Apre una serata che si preannuncia indimenticabile anche per il contesto: un palcoscenico immerso nel verde del parco di una rocca che attraversa con le figure che la attorniano, secoli di storia e di espressione artistica, il grande bluesman Donatello Ciullo, in arte semplicemente Dona, che riscalda subito l'atmosfera con il suo "Gatto", canzone che per settimane ha sbaragliato le classifiche dei brani indipendenti più trasmessi dalle radio italiane, finendo per diventare un vero e proprio cavallo di battaglia dell'artista pugliese, com'è tra l'altro, parte della lingua in cui è stato scritto il brano. E dopo che l'aria si era stemperata, questa volta con la cover dell'indimenticato pino Daniele "je so pazzo" salgono nel palco Gedrizz e MaryBlue, un duo musicale che negli ultimi mesi sta collezionando una serie di hit ormai tutt'uno con il loro successo radiofonico e di classifica. Tra queste, il sound ricercato e innovativo di "Ribelle", per non parlare di "Obsoleto" che a discapito del titolo, costituisce la prova di come la musica può adeguarsi ai tempi nella sua resa stilistica, rimanendo però ancorata alla tradizione di testi meditati e sempre "aggiornati". Lo dimostra anche "Non sai", la cui parte lirica, che come quella musicale è scritta interamente da Gedrizz, propone un tema sempre attuale come quello dell'incapacità di prendere decisioni e di affrontare la vita - in questo caso come in "Obsoleto", nello specifico la relazione di coppia- con determinazione e presa d'iniziativa. Il mix di voci che unisce la profondità tonale di Gedrizz e la venatura soul, a tratti di derivazione perfino jazz di MaryBlue, conferisce quella trasparenza che la limpidezza del suo timbro, ben si accosta con le sonorità elettroniche dei pezzi. E con la hit estiva "Ballare ora" il duo cede il testimone a Vivienne, (nome d'arte di Viviana Cifalà) e Low John: due realtà musicali differenti ma che nella loro diversità trovano il punto di incontro nell'immedesimazione e nel far incastrare in maniera perfetta la melodia più classica con la nuova ondata rap. Il pezzo con cui si presentano è "L'impossibile", titolo anche dell'ultimo Ep di Vivienne, la quale, alla carriera di cantautrice , affianca quella di produttrice musicale di VNN Records, volta alla scoperta e promozione artistica di nuovi talenti. La resa melodica del brano è ben distribuita dalla voce sensuale di Vivienne che persegue in ogni tratto, una scala cromatica fatta di tonalità chiaroscure che la sua timbrica affidano al pezzo, dove il contributo del giovane Low John, scandisce a ritmo di rap, un sound moderno degno di un brano da top teen. E a proposito di hit radiofoniche, ecco che il giovane rapper si mette subito in gioco con un brano che già dal titolo, sembra essere stato scelto appositamente per essere presentato live per la prima volta proprio in un castello; si tratta di "Cenerentola", il cui testo ci fa capire quanto una fiaba, quindi i sogni talora inespressi, possono divenire il pretesto per raccontare la vita reale, dove rincorrere una stella che brilla nell'aurora boreale, diventa più facile che affrontare le difficoltà che talvolta la vita ci pone dinnanzi. Ma ritorna protagonista Vivienne con il suo ultimo singolo "La dedico a te", anche questo un brano molto passato in radio nelle ultime settimane, un pezzo che avvertiamo molto sentito dall'artista che parla di quanto sia fondamentale alle volte rischiare, pur di rimanere se stessi e difendere le proprie scelte. E dopo la riflessione su se stessi arriva la tanto agognata "Pausa Caffè": niente a che vedere con la bevanda, se non nel senso più profondo di quell'intervallo che ci concediamo in vari momenti della giornata, ma con una band torinese, che con la tastiera al massimo, inizia a far ballare il pubblico con il ritmo quasi dance di "Manitou"; "Solita Routine " è il pezzo successivo che ironicamente ci svela quanto la routine, nell'apparente rassicurazione, non fa altro che renderci schiavi di cio' che non siamo, ma realtà ed apparenza nei Pausa caffè sono capovolti continuamente, come le struttura stessa della Rocca progettata dal Mattei: non sempre le cose sono come sembrano, allora la voglia di emergere, di essere diversi da tutti, diventa per assurdo, l'accesso al conformismo più totale, al rendersi indistinguibili agli occhi degli altri e pure di noi stessi; ed ecco quindi come la satira dietro a "Coriandolo" assume un significato così profondo nell'attuale società. Quella dei Pausa Caffè dunque non è solo ironia e critica ad un modo di pensare non più icline alla nostra essenza, ma come ci fa capire san Lorenzo è anche un modo per riflettere su se stessi senza filtri, lasciando che il caffè depositi la polvere sul fondo sulla tazzina, dove quel nero, può renderci più trasparenti, più simili a ciò che siamo. E con "San Lorenzo" che saluta il mese dedicato alle stelle e quindi gran parte dell'estate ormai al termine, è pronto ad accomodarsi sul palco l'ospite d'onore della serata Jean Michel Byron accompagnato dai Salento Expess, band composta da Ivan margari, Edoardo D'ambrosio, Federica Orlandini, Francesca Falco, Danilo cacciatore e Alessio Gabello.

Il cantante che nei primi anni '90 ha fatto parte di una band storica come i Toto, in tutta umiltà, non si è soffermato soltanto su brani che hanno reso il gruppo uno delle più influenti realtà musicali, facendosi anche interprete di pezzi di artisti che vanno da Prince a Sting, e al padre della musica rock che risponde al nome di Bob Dylan. Byron che ha riscaldato le sue corde vocali di infinità flessibilità con "Ain't no Sushnine", dando prova di come un classico come questo, può divenire attuale in ogni momento. l'interpetazione che Byron ne ricava è la distesa di note lungo un'asse che attraversa generi e sottogeneri del soul e del regge, per poi ritrovarsi sempre in quella capacità di emozionare che la morbidezza e il calore della sua voce riescono ogni volta ad assemblare.

Il riecheggiare della carica poetica di "Fragile" di Sting è un concentrato di sobrietà ed eleganza che "Purple rain" amplifica, ma il coinvolgimento emotivo risuona al massimo con la reinterpretazione di un brano divenuto simbolo del maestro Bob Dylan: "Knockin' on haven doors", che scatena una standing ovation invitando il pubblico stesso a cantare in coro. E prima del pezzo richiesto in ogni concerto di Byorn, quel pezzo simbolo del paese d'origine dell'artista e della storia dei Toto, la famosa "Africa", Byron chiede al pubblico presente se qualcuno si ricorda di una certa "Rosanna" . Una canzone che quella sera stessa, fa rivivere in atmosfera di fine estate, tutte le sensazioni più intime e raccolte che questo pezzo dei primi anni '80 riassume .

Una serata che si è prolungata oltre la mezzanotte, andando a finire quindi nel mese di Settembre, il mese dell'autunno e dei primi freddi, ma che la calda voce di Byron, ha riscaldato attraverso l'opacità della sua calibratura vocale che si è ripiegata su ogni emozione e sull'entusiasmo del pubblico presente. Un entusiasmo che è si è reso visibile nel pezzo di chiusura, quando le prime note di "Africa" hanno fatto avvicinare ognuno al palco, fino a far salire tutti i membri dei Pausa Caffè, che accanto a Jean Michel Byron hanno cantato assieme a lui un pezzo di storia della musica e un pezzo di generazione.

Sonia Bellin