LE MUMBLE RUMBLE: IL NUOVO ALBUM

21.07.2018

"Insidious Inside" è il nuovo album delle MUMBLE RUMBLE, il quarto progetto di questa band tutta al femminile. Il disco è stato registrato e mixato da Cristiano Santini (Disciplinatha) e masterizzato da Giovanni Versari (già al lavoro con Muse, Bad Religion, Teatro degli Orrori...). Le MUMBLE RUMBLE sono un gruppo rock italiano, formato da quattro ragazze di Bologna: Meltea Keller (voce), Tiziana Govoni (chitarra), Cristina Atzori (batteria), Erica Martini (basso). Quattro personalità, quattro strumenti, unite dall'obiettivo di creare canzoni proprie ed originali miscelando diversi stili e linguaggi in assoluta libertà. Le MUMBLE RUMBLE suonano dagli inizi degli anni '90 e hanno una lunga storia di esperienze live alle spalle: hanno suonato in Italia, Svizzera, Austria, Germania e come supporter di alcuni grandi gruppi stranieri quali: Moving Targets, F.F.F., Lunachicks, NoFx, Fugazi, Motorhead.

La copertina del disco " Insidious Inside", viene curata e scelta con dettaglio e precisione per farci vedere quello che poi verrà espresso dalla loro musica, si vede infatti,una pianta carnivora a forma di cuore: bella e attraente, ma anche insidiosa e fatale, niente di meglio per spiegare l'essenza dell'album e della band stessa, che con la loro musica uniscono impatto e melodia attraverso un mix di rock-core-noise-punk-metal-sperimentazione.

Con "Intro", il primo brano, subito ci ritroviamo inghiottiti tre le fauci della pianta carnivora, metafora delle Mumble Rumbe; cresce dentro di noi ascoltatori la tensione e fascinazione per questo inizio che ci immerge in un atmosfera tetra e notturna. Il brano di apertura è in italiano e la frase ripetuta che colpisce è "piccolissimi rintocchi come spilli sotto gli occhi", parole che vengono rafforzate da riff di batteria potente di Cristina Atzori e la voce incalzante di Meltea Keller, che come un vulcano in eruzione sputa una lava incandescente di parole taglienti.

Il secondo brano "Season of the witches" è una scarica di adrenalina, pura energia che mescola rock, punk,core e metal, per ricreare un sound sconvolgente e sorprendente: la potente batteria, colpi di basso e assoli di chitarra ci vengono scagliati addosso.

Il terzo brano "dont let em take you" è introdotto da un riff di Tiziana Govoni che riecheggia il punk dei Clash e Sex Pistol, rivestito però di un intenso rock grunge e metal, che rasenta il crossover grazie alla voce aggressiva di Meltea. Si può intuire come più ci si addentra in questo album, più diventi difficile riuscire a racchiudere in etichette il sound scelto, perché in "Insidious Inside" c'è tanta sperimentazione e la voglia di esprimersi senza filtri, che supera ogni confine e così ciò che rimane è pura energia, suono libero, senza limiti di generi ma che, al contrario li coinvolge e stravolge uno ad uno.

"Insidious Inside" possiedeun sound che s' insidia, serpeggia come un serpente che seduce e ferisce, il rock delle Mumble Rumble non lascia scampo: se ne rimane colpiti e risucchiati grazie alla loro potenza e attrazione, sono come pugili ma con smalto e mascara, perché queste quattro ragazze bolognesi sono talentuose, sanno cosa vogliono trasmettere e lo fanno a colpi di corde, piatti,rullante e voce.

"This empty heart" il sesto brano, ridesta i Raige Against The Machine con la famosa "Kill in the Name" e le sonorità dei System Of Down, per la particolare tensione e velocità che, come una scarica elettrica t' invade: potenti riff e batteria e basso si sfidano come in una lotta all'ultimo sangue.

Per settimo pezzo del disco la scelta della lingua è il tedesco. Erica Martini ci regala un fantastico riff di basso iniziale che infiamma, un'esplosione che ci sovrasta come una cascata di mattoni, che si sgretolano addosso la ritmica di frenetiche chitarre.

Le Mumble Rumble con questo album, ci raccontano la vita nelle sue varie sfaccettature: imprevedibile, bella, dolorosa...dove per non rimanere schiacciati, occorre sempre lottare e tirar fuori le unghie per aggrapparsi a tutti i costi anche ad un piccolo brandello di speranza.

E per chi cercava la ballad del disco, eccolo accontentato con la nona traccia, "stupid jives" dove veniamo accolti da un accorato basso, un bellissimo assolo struggente di chitarra, quasi un singulto...attenzione però, non lasciatevi ingannare, è solo calma apparente, infatti nell'ultimo minuto anche questo brano esprime tutta la rabbia e il dolore e si sprigiona con fatali colpi di batteria e una voce sempre più acuta.

A chiudere l'album, "Per N.", in un percorso circolare, ritroviamo un brano in italiano come l'Intro di apertura.

Il sound riecheggia lo stile di Blondie. Le parole che emergono in superficie da questo stagno di desolazione e tormento sono: 'Ci vuole umiltà, ci vuole sostanza', un bel messaggio per la conclusione di un album così diretto, aggressivo, suggestivo e intenso.

Le Mumble Rumbe non si lasciano sfuggire niente, ogni nota e parola viene scagliata senza timore di ferire, arrivano dritte nelle viscere dell'ascoltatore: per chi ama il vero rock nello stile grezzo e senza pregiudizi non rimarrà mai deluso da questo album pungente e suadente, che potrà solo apprezzare e muovere i piedi per seguirne il coinvolgente ritmo.

Alice Bellin