UNO SGUARDO SULL’AMORE DA PARTE DI MARY MARY

22.09.2018

Da qualche settimana risuona in radio il primo inedito della cantautrice Maria Marino, in arte Mary Mary; scritto con il celebre autore Sergio Vinci. S'intitola "D'Amore Morirei", e si tratta di un brano dove ogni risvolto dell'amore, viene disteso sulla voce melodica di Mary, per riversarsi poi in quelle emozioni che dal suo vissuto, diventano parte di chi ascolta il brano. Emozioni che nel tentare di concettualizzare l'Amore, la vera protagonista della canzone, ci fanno comprendere come questo sentimento così potente e così travolgente, attraversi ogni più piccola parte della nostra anima, fino a renderci inconsapevoli della parte più prettamente razionale. Il più delle volte però, ci lasciamo magari troppo coinvolgere dal momento, lasciando sprofondare ogni riflessione che potrebbe poi tornare in superficie l'attimo dopo, facendoci pentire di quanto è stato; si vive una storia d'amore pensando ai pregi e ai difetti dell'altro, spesso però dimenticando, di guardare verso noi stessi: siamo talmente travolti da quello che ci succede, da non accorgerci che stiamo perdendo parte di noi in questa storia.

Risulta difficile vivere un insieme, condividere ogni aspetto del quotidiano e contemporaneamente, pensare a se stessi, al proprio Io:capita magari di guardarci indietro e di vedere una persona diversa da quella che era prima. Se ciò che ora siamo lo rimpiangiamo, assieme al tempo perso verso quella persona, possiamo renderci conto di come a volte la solitudine e l'amore verso noi stessi, possa davvero farci stare bene.

"È necessario eliminare tutto ciò che ti fa male), canta Mary Mary nella prima strofa

E tra un ritmo reggeaggiante, con qualche richiamo tropicale, "D'Amore morirei" ci fa intuire quanto, sovente, siamo disposti ogni giorni a farci del male, pur di provare questo sentimento dell'amore, a rimanere delusi, continuando a lottare per tenere in vita qualcosa, che si vivifica con il tempo e con le nostre cure, con quello che noi dall'amore riusciamo a ricavare: un nutrimento dell'anima, che non va mai sprecato ma soltanto reso disponibile al nostro essere migliori, verso l'altro e verso noi stessi.

Sonia Bellin